I droni sotto i 250 grammi permettono di volare in categoria Open con condizioni generalmente più favorevoli rispetto ai modelli più pesanti. Ma sotto 250 grammi non significa senza regole.
Anche utilizzando un piccolo drone, devi rispettare le limitazioni dello spazio aereo, mantenere il controllo visivo del mezzo, rispettare i limiti di altezza e verificare gli eventuali obblighi relativi a registrazione e assicurazione.
Vediamo quindi quali sono le principali regole per i droni sotto 250 grammi in Italia, senza confondere il peso del drone con un’esenzione generale dalla normativa.
In breve: con un drone sotto 250 g puoi beneficiare di regole operative meno restrittive, soprattutto se il mezzo è di classe C0, ma rimangono obblighi e limitazioni. Prima di volare devi sapere che drone stai usando, dove vuoi volare e quali regole si applicano all’operazione.
Prima distinzione: sotto 250 g non significa necessariamente C0
Quando si parla di droni sotto 250 grammi bisogna distinguere innanzitutto peso e classe del drone.
Molti modelli recenti con massa massima al decollo inferiore a 250 g riportano la marcatura europea C0. Esistono però anche piccoli droni privi di marcatura di classe, in particolare modelli immessi sul mercato prima del 1° gennaio 2024.
Questa differenza può incidere sul quadro applicabile.
Non approfondiamo qui tutte le classi europee: dedicheremo un articolo specifico alle classi C0, C1, C2, C3 e C4 e uno ai droni senza marcatura di classe.
Serve il patentino sotto 250 grammi?
Nella situazione più comune, per utilizzare in categoria Open un drone C0 sotto 250 g non è richiesto l’attestato A1/A3.
Lo stesso può valere per determinati droni sotto 250 g privi di marcatura di classe e immessi sul mercato prima del 1° gennaio 2024.
Ma questo è esattamente l’intento dell’articolo precedente: Serve il patentino per un drone sotto 250 grammi?. Lì troviamo le diverse casistiche.
Qui ci interessa soprattutto ciò che succede anche quando il patentino non è necessario.
Devi mantenere il drone a vista
In categoria Open il volo deve normalmente essere effettuato in VLOS (Visual Line of Sight).
In pratica, il pilota remoto deve mantenere il contatto visivo diretto con il drone in modo da poter controllare la sua traiettoria rispetto ad altri aeromobili, persone e ostacoli ed evitare collisioni.
Avere sul radiocomando una trasmissione video capace di raggiungere diversi chilometri non significa quindi poter utilizzare legalmente quella distanza in categoria Open perdendo di vista il drone.
La distanza massima non è semplicemente un numero uguale per tutti: dedicheremo un articolo specifico proprio a quanto lontano può volare legalmente un drone.
L’altezza massima resta 120 metri
Il fatto che il drone pesi meno di 250 g non elimina il limite verticale previsto dalla categoria Open.
La normativa europea stabilisce, come regola generale, che il pilota remoto mantenga l’UAS entro 120 metri dal punto più vicino della superficie terrestre, salvo le specifiche condizioni ed eccezioni previste dalla normativa.
Questo dettaglio è importante: non è sempre corretto immaginare semplicemente una quota fissa di 120 metri rispetto al punto dal quale sei decollato.
Anche questo tema merita un approfondimento dedicato, perché come si misura il limite dei 120 metri diventa particolarmente importante quando si vola su terreni in pendenza o in montagna.
Non puoi sorvolare assembramenti di persone
Un drone leggero offre condizioni più favorevoli per quanto riguarda le operazioni in prossimità delle persone, ma esiste un limite fondamentale che rimane anche sotto i 250 grammi:
non puoi volare sopra un assembramento di persone.
Un assembramento non è semplicemente “un posto dove ci sono alcune persone”. Il concetto riguarda situazioni nelle quali la densità delle persone impedisce loro di allontanarsi liberamente in caso di necessità.
Concerti, manifestazioni e determinati eventi affollati sono esempi intuitivi, ma la valutazione concreta richiede maggiore attenzione.
Per questo avremo due contenuti distinti: uno sul volo sopra le persone e uno specifico sul significato di assembramento nella normativa droni.
Devi sempre controllare dove puoi volare
Questa è probabilmente la regola che un principiante rischia maggiormente di sottovalutare.
Un drone sotto 250 g non può volare automaticamente ovunque.
Gli Stati possono istituire zone geografiche UAS nelle quali le operazioni sono vietate, limitate oppure soggette a determinate condizioni.
In Italia, prima di ogni volo in categoria Open, il riferimento operativo per verificare le zone geografiche UAS è la cartografia disponibile attraverso D-Flight.
La presenza di un drone C0 non annulla una limitazione dello spazio aereo.
Abbiamo quindi separato completamente questo argomento nel cluster Dove volare con il drone, dove vedremo nel dettaglio come leggere D-Flight e interpretare le diverse zone.
Registrazione: il peso non è l’unico criterio
Un altro errore molto comune è pensare:
“Pesa meno di 250 grammi, quindi non devo registrarmi.”
Non è necessariamente vero.
La normativa europea distingue l’obbligo di registrazione dell’operatore anche in funzione delle caratteristiche dell’UAS. La presenza di un sensore in grado di acquisire dati personali, come una fotocamera, è particolarmente rilevante, salvo le eccezioni previste, per esempio per determinati UAS considerati giocattoli ai sensi della normativa applicabile.
Di conseguenza, molti dei comuni droni fotografici sotto 250 g comportano comunque la registrazione dell’operatore.
Non allarghiamo ulteriormente questo paragrafo perché abbiamo già previsto un articolo long-tail specifico:
Drone sotto 250 g con telecamera: devo registrarmi?
Lì analizzeremo esattamente quando scatta l’obbligo e cosa deve fare l’operatore.
Anche l’assicurazione resta da considerare
L’assenza dell’obbligo di patentino non equivale all’assenza di assicurazione.
Per chi vola in Italia, ENAC indica tra i requisiti per le operazioni UAS la necessità di una copertura assicurativa adeguata allo scopo.
È quindi sbagliato utilizzare la soglia dei 250 grammi per concludere automaticamente che non occorra alcuna copertura.
Anche qui ci fermiamo: assicurazione drone sotto 250 grammi è un articolo autonomo della nostra roadmap e sarà quello in cui analizzeremo questo obbligo nel dettaglio.
Devi rispettare le istruzioni del produttore
Essere esentati da un attestato non significa poter utilizzare il drone senza conoscerne caratteristiche e limitazioni.
Per un UAS C0 il pilota remoto deve conoscere le istruzioni fornite dal produttore.
Prima di volare è quindi importante sapere almeno come funzionano i sistemi essenziali del proprio modello, quali avvisi può mostrare, quali sono i suoi limiti e come comportarsi nelle situazioni previste dal manuale.
È un principio semplice ma importante: la facilità con cui un drone moderno riesce a volare non elimina la responsabilità di chi lo pilota.
Drone sotto 250 grammi: cosa devo fare prima di volare?
Possiamo riassumere le regole fondamentali in pochi controlli.
Prima del volo:
- identifica peso e classe del drone;
- verifica se per il tuo caso è necessario un attestato;
- controlla gli eventuali obblighi di registrazione;
- assicurati di avere la copertura assicurativa richiesta;
- consulta le zone geografiche UAS su D-Flight;
- durante l’operazione mantieni il drone in VLOS;
- rispetta il limite verticale applicabile;
- non sorvolare assembramenti di persone;
- rispetta le istruzioni del produttore.
Il vantaggio dei droni sotto 250 grammi è quindi reale: le condizioni operative possono essere sensibilmente più semplici, ma non esiste una “zona franca” della normativa sotto questa soglia.
La regola più utile da ricordare è:
250 grammi cambiano alcune regole. Non cancellano le regole.
Per avere il quadro generale puoi partire dalla nostra guida alla Normativa droni, mentre per verificare le limitazioni del luogo in cui vuoi decollare trovi la sezione Dove volare con il drone.

