Normativa droni: regole e obblighi per volare in Italia

Categoria Open, registrazione, assicurazione, distanze e zone di volo: le regole fondamentali per usare un drone legalmente in Italia.

Le regole fondamentali per volare

Parti dagli aspetti essenziali della normativa e approfondisci ciò che ti serve.

Regole della categoria Open

Quote, distanze, persone e principali limiti per volare nelle sottocategorie A1, A2 e A3.

Registrazione e assicurazione

Quando devi registrarti come operatore, identificare il drone e avere un’assicurazione.

Classi C0–C4 e sottocategorie

Capisci come classe del drone e scenario operativo determinano le regole da rispettare.

Normativa droni in Italia: cosa devi sapere

Le regole dipendono dal drone, dalla sottocategoria Open e dal luogo in cui voli. Ecco gli obblighi fondamentali da conoscere prima del decollo.

Categoria Open: le regole di base

La categoria Open comprende le operazioni con droni a rischio più basso e, quando vengono rispettati tutti i requisiti previsti, non richiede un’autorizzazione operativa preventiva. È la categoria in cui rientra la maggior parte dei voli effettuati da hobbisti e molte attività professionali.

La Open è suddivisa nelle sottocategorie A1, A2 e A3. La sottocategoria in cui puoi volare dipende principalmente dalla classe e dalle caratteristiche del drone, dalla distanza dalle persone non coinvolte e dall’ambiente in cui viene effettuata l’operazione.

In generale, nella categoria Open devi mantenere il drone in VLOS (Visual Line of Sight), cioè a vista, rispettare un’altezza massima di 120 metri rispetto al punto più vicino della superficie terrestre, non trasportare merci pericolose e non lasciare cadere materiale dal drone.

Le regole europee della categoria Open valgono anche in Italia, ma devi sempre rispettare anche le zone geografiche UAS applicabili al luogo del volo. Una zona geografica può imporre limiti ulteriori o vietare il volo anche quando l’operazione sarebbe normalmente consentita dalle regole generali della categoria Open.

Persone e distanze: cosa cambia tra A1, A2 e A3

Le sottocategorie A1, A2 e A3 distinguono le operazioni soprattutto in base al rischio per le persone a terra. Non indicano semplicemente tre “livelli” di patentino: stabiliscono dove e a quali condizioni puoi utilizzare il drone.

In A1 è possibile operare più vicino alle persone, ma le regole cambiano in base alla classe del drone. Con un C0 il sorvolo di persone non coinvolte è ammesso, pur dovendo essere evitato quando possibile; con un C1 il pilota deve invece pianificare il volo in modo da non sorvolarle. Il sorvolo degli assembramenti di persone è sempre vietato.

In A2, con un drone C2, devi mantenere almeno 30 metri di distanza orizzontale dalle persone non coinvolte. La distanza può essere ridotta fino a 5 metri utilizzando la modalità a bassa velocità prevista dal drone e rispettando le relative condizioni.

La A3 è la sottocategoria più restrittiva rispetto alla presenza di persone: l’operazione deve svolgersi in un’area in cui sia ragionevole prevedere che nessuna persona non coinvolta venga messa a rischio e ad almeno 150 metri dalle aree residenziali, commerciali, industriali e ricreative.

Registrazione dell’operatore: quando è obbligatoria

La registrazione riguarda l’operatore UAS, non il semplice possesso di un drone. Nella categoria Open è richiesta, tra gli altri casi, quando utilizzi un drone con massa pari o superiore a 250 g oppure un drone dotato di un sensore in grado di acquisire dati personali, come una telecamera, salvo il caso dei droni che rientrano nella definizione di giocattolo.

In Italia la registrazione dell’operatore viene effettuata attraverso D-Flight. Al termine viene attribuito un codice identificativo dell’operatore, che deve essere associato ai droni utilizzati secondo le modalità previste.

Per questo anche molti droni sotto i 250 g con telecamera richiedono la registrazione dell’operatore, nonostante per pilotarli non sia normalmente necessario conseguire l’attestato A1/A3.

Assicurazione drone

In Italia l’assicurazione per la responsabilità civile è richiesta per operare con un drone, anche nella categoria Open. La copertura deve essere adeguata alla tipologia di operazione effettuata e serve a coprire i danni che l’utilizzo dell’UAS potrebbe causare a terzi.

L’obbligo riguarda quindi anche molti droni sotto i 250 g: il fatto che per questi modelli non sia normalmente richiesto il patentino A1/A3 non elimina gli altri obblighi previsti per l’operatore. ENAC indica infatti l’assicurazione tra i requisiti da rispettare anche per i droni sotto 250 g dotati di telecamera.

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